A volte mi chiedo se chi ci sta accanto, genitori, sorelle, amici, fidanzati, sappiano davvero quello che ci passa per la testa. Probabilmente no. Se lo sapessero, penso che chiunque al mondo sarebbe solo come un cane; seguendo le norme sociali a cui siamo abituati non si accetterebbero tante cose dei pensieri dell'altro.
Vorrei sapere cosa penserebbero le persone a cui voglio bene se potessero leggermi nel pensiero...e sapere chi sono davvero. O meglio, non so neanche io chi sono...ci sono tante me stessa. Ci sono alcune me stessa che mi piacciono davvero. Altre un po' meno. Alcune vorrei strapparle dalla mia anima. Altre mi lasciano incredula.
Eppure è facendo pensieri anche assurdi che a volte riesco ad andare avanti. Con quello che ho in testa a volte, potrei scrivere un romanzo fantasy degno del Signore degli Anelli.
Non parlo di sogni. Almeno, non sogni realizzabili. Parlo di cose improbabili, impossibili. Che però mi rasserenano. Mi ci immergo come se fossero una vasca ricca di acqua calda e profumata in una serata invernale. Ungaretti diceva "mi sono disteso in un'urna d'acqua e come una reliquia ho riposato". Mi fanno sentire così. Ben vengano, pensieri irreali (o meglio, surreali).
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